la logopedia

La logopedia è una scienza che si occupa della prevenzione e della cura della comunicazione e del linguaggio in tutti i loro aspetti. Il logopedista può prendere in carico ogni persona che manifesta difficoltà di comprensione, produzione orale e scritta del linguaggio, organizzazione del discorso, disordini nella pronuncia della parola e della frase e alterazioni della qualità della voce, rispettando sempre la globalità della persona. Allo studio Domvs si rivolgono tutte quelle persone che vogliono lavorare e superare quegli ostacoli che sono intervenuti a inficiare uno o più aspetti del linguaggio e della comunicazione.

Il logopedista effettua dei cicli. di trattamento che vanno dai tre/sei ai dodici mesi, intervallati da periodi di pausa. Dopo un ‘accurata Osservazione mediante test e prove proprie di questa fìgura, stila un Progetto terapeutico, che discute con lo specialista e con il genitore. Le tecniche e la metodologia adoperatati per il trattamento, sono molteplici, e l’anno dalla naturale interazione Iudica con il bambino, all’utilizzo eli training specifici e standardizzati per i vari ambiti.

Sportello Logopedico
In maniera libera, riservata e gratuita, lo sportello logopedico si propone come un luogo di incontro e dialogo, un punto di riferimento nei momenti di difficoltà, che i bambini affrontano con l’ingresso nella scuola primaria. Il bambino, infatti, deve confrontarsi con le maggiori richieste che l’ambiente esterno gli propone giorno per giorno: si passa dalla pura spensieratezza dell’attività ludica alle prime attività scolastiche più impegnative dal punto di vista sia linguistico-cognitivo che emotivo-relazionale. Queste difficoltà possono destabilizzare non solo il bambino, ma anche e soprattutto insegnanti e genitori che si trovano ad affrontarle con loro.

Un trattamento riabilitativo inizia solo dopo un attento esame del linguaggio, condiviso con la famiglia.Se dall’esame del linguaggio si ricavano dati che confermano la presenza di un ritardo o di undisturbo del linguaggio, allora si può cominciare un trattamento riabilitativo che avrà come obiettivi salienti le aree che appaiono più compromesse, facendo tesoro delle aree di funzionamento più alte; possono essere dei suoni che il bambino non sa dire o che pronuncia male, oppure la sfera lessicale o gli aspetti della strutturazione della frasi ma anche la pragmatica, cioè come il bambino usa il linguaggio.. Molto spesso tutti questi obiettivi insieme.Il trattamento può essere di GRUPPO o INDIVIDUALE anche in base al tipo di problematica che si affronta e all’età dei bambini. Ogni CICLO di trattamenti ha la durata di 3/6 mesi, 2 o 3 volte alla settimana. Al termine del quale viene effettuato un nuovo Bilancio, e discusso con la famiglia. I primi risultati arrivano, secondo due principali strade. In alcuni casi sono immediati (già dopo le prime 3/4 sedute) perché il bambino si abitua a prestare più attenzione al canale uditivo-verbale e quindi esercita un maggior controllo sulle proprie produzioni ed ascolta di più il modello corretto adulto. In altri casi invece, il bambino all’inizio può essere resistente a modificare la propria produzione per paura di non farcela o di deludere le aspettative. I bambini capiscono molto presto che il logopedista è lì per aiutarli ed in genere vanno volentieri da lui. Spesso la cosa più difficile è decidere quando terminare il trattamento. Ci sono due possibilità: continuare fino a quando il disturbo non è completamente risolto oppure lasciare spazio ad interruzioni di alcuni mesi per vedere se il bambino può continuare a migliorare anche in modo spontaneo. E’ importante che i genitori siano validi alleati del terapista e del bambino, allora ogni decisione ed ogni ostacolo saranno affrontati con serenità.

Come professionista della relazione d’aiuto mi trovo spesso a spiegare alla mamma e al papà le fasi di sviluppo del bambino e come si manifestano aiutandoli a leggerne il significato.E’ infatti di fronte alla necessità di affrontare nuovi scatti evolutivi, che i genitori si trovano spesso in difficoltà. L’approccio che utilizzo con i genitori si basa sul concetto di Touchpoin sviluppato dal professor Brazelton.Per spiegare questo approccio occorre una premessa. Lo sviluppo nel bambino non ha una progressione lineare. Lo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo procedono per scatti. L’aspetto importante di questa evoluzione è che prima di ogni “balzo” in avanti dello sviluppo c’è un periodo breve, ma prevedibile, di disorganizzazione nel bambino.Infatti ogni nuova acquisizione ha un “costo” pagato spesso con una transitoria regressione del bambino. Per esempio: imparare a camminare è per il piccolo un momento complesso, non solo dal punto di vista motorio, ma anche emotivo:sperimenta infatti la paura di staccarsi, l’eccitazione di riuscire, la possibilità di esplorare l’ambiente circostante con le sue meraviglie e i suoi pericoli. Quasi sempre di fronte a queste difficoltà il bambino regredisce in comportamenti che si ritenevano già superati, per esempio non è più capace di addormentarsi da solo. I genitori, sconcertati dal cambiamento del bambino, si trovano in difficoltà e non sanno come agire. In questo caso un professionista competente può fornire l’aiuto per gestire la situazione. Fornendo una “guida anticipatoria”, attraverso incontri mirati, è possibile fare vedere alla mamma e al papà questi cambiamenti da una nuova prospettiva, tanto da risultare sufficiente a mettere in moto diversamente le loro risorse. Ed è anche questo aspetto tra i più importanti: il genitore non vive l’intervento come attore “passivo” ma come protagonista attivo. Viene infatti risaltato come ogni genitore ha dei punti di forza e delle competenze che lo spingono a fare sempre il meglio per il proprio figlio.Con questo approccio si ha dunque la possibilità di fornire un reale sostegno alla genitorialità oltre ad essere efficace nel mitigare le situazioni di stress all’interno della famiglia stessa.

Nell’ambito della terapia logopedica la presa in carico di bambini parlatori tardivi in età compresa tra i 24 e 36 mesisi basa sulla presa in carico indiretta del bambino, interviene principalmente sui genitori stessi. Tale modello, definito INTERACT, richiede una collaborazione della famiglia e da parte di questa una forte motivazione. Ciò che emerge dalle sedute della terapia rivolta alla coppia genitore-figlio, nella pratica si riflette a casa nella quotidianità, in un contesto per il bambino familiare e di estrema tranquillità.L’ Interact, personalizzato sull’individuo in esame e sulle proprie capacità e caratteristiche, è specifico per bambini entro i 3 anni che però hanno già manifestato delle difficoltà o delle varianti da quello che è la normale evoluzione del linguaggio. Si svolge in 18 sedute distribuite in 6 mesi (3 sedute in un’unica settimana al mese), con l’obiettivo primo di incrementare l’interazione tra genitore/bambino e sollecitare lo sviluppo del linguaggio sia sul fronte espressivo lessicale, sia recettivo.L’aspetto più importante è che, attraverso l’insegnamento di particolari strategie all’adulto, questo modello offre il modo di promuovere l’emergere del discorso e in modo particolare di creare un suo bisogno e una sua necessità al dialogo, ottenendo fino ad oggi ottimi risultati, evidenti anche entro i primi 3 mesi di trattamento.

trattamenti





TEMPI E MODI


Un trattamento riabilitativo inizia solo dopo un attento esame del linguaggio "BILANCIO LOGOPEDICO", condiviso con la famiglia.





APPROCCIO TOUCHPOINTS


Lo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo procedono per scatti.





METODO INTERACT


la presa in carico di bambini parlatori tardivi in età compresa tra i 24 e 36 mesisi basa sulla presa in carico indiretta del bambino, interviene principalmente sui genitori stessi.





potenziamento motorio


dalla diagnosi etiopatogenetica

a quella funzionale

al piano educativo e terapeutico





potenziamento linguistico


dalla diagnosi etiopatogenetica

a quella funzionale

al piano educativo e terapeutico





qualità vocale


dalla diagnosi etiopatogenetica

a quella funzionale

al piano educativo e terapeutico





riequilibrio della deglutizione


dalla diagnosi etiopatogenetica

a quella funzionale

al piano educativo e terapeutico





armonia della fluenza


dalla diagnosi etiopatogenetica

a quella funzionale

al piano educativo e terapeutico


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